[news] [projects] [media] [links] [contact us] [herschell gordon lewis]
 
La lunga notte di marco gisberto e paolo "backstreet" iglina
 

La lunga notte

Otto di sera. Temperatura sui 27°. Sul lettore John Lennon canta “Istant Karma”.

- Jaco, ma gli ordini per lunedì li hai mandati?

- Ho scritto la mail, ma ho scordato di mandarla. – risponde Jaco con voce per niente preoccupata.

- Ma abbiamo finito le novità, e adesso come cazzo facciamo!

Capirai il lunedì siamo chiusi, e non mi pare che il martedi mattina ci sia il giubileo dei tossici dell'ultimo disco di Elton John o Michael Jacksons, e poi se ti preme tanto domani faccio un salto in negozio a mandarla.

- Il punto è che non ti ricordi mai di fare un cazzo.

- IL PUNTO È che ti preoccupi troppo! Paul, datti una calmata e goditi la serata che ci aspetta.

- Capirai, un appuntamento con due che avranno il quoziente intellettivo di tutti i Lunapop messi insieme.

- Beh quando le abbiamo cuccate alla festa anni '70 mi sembravano simpatiche.

- Come no! Io e te eravamo vestiti come i Bee Gees orfani di un fratello e ubriachi persi di tequila.

- Appunto tu non reggi l'alcool e non ti ricordi, io lo reggo e ti posso assicurare che sono simpatiche.

- L'ultima volta che mi hai presentato “una simpatica” era una promotrice finanziaria che mi ha rifilato un fondo d'investimento.

- Beh, appunto, ci hai guadagnato un investimento.

- Investimento un cazzo, era un fondo obbligazionario argentino! Quei soldi li rivedrò tra vent'anni se tutto va bene, e là amico non se la passano molto bene.

- Non puoi parlare di soldi e guadagni mentre si ascolta Lennon! Non stiamo ascoltando quel filonazista del Boss ma John Lennon.

- Dovresti pulirti la bocca ogni volta che lo nomini idiota, e poi non è filobushiano solo perché era d'accordo su un intervento armato in Afganistan.

- Sì sì e “Empty skies” è l'inno alla gioia.

- Nella completezza del discorso che ha fatto con l'album, una canzone che parla del punto di vista di un individuo che si sveglia e trova la sua città dilaniata e chiede vendetta ci sta! Ma poi se non ti piace che cazzo ascoltavi Nebraska l'altro giorno in negozio?

Jaco comincia a ridere – A me Bruce piace, è che ci godo a farti incazzare.

- Si, si… sei proprio uno stronzo.

Jaco si siede sul divano e comincia a giocare a Tetris sulla Playstation a volume zero. Paul finisce di cambiarsi d'abito.

- Ah, Paolo, senti un po', quale delle due preferisci tra Linda e Janis?

- Veramente non me le ricordo bene, mi pare che Linda sia quella che studiava all'università?

- Esatto – risponde Jaco continuando a giocare

- Allora mi piace più Linda.

- Va bene allora io mi prendo Janis.

- Vedo che il tuo pensiero è sempre poco maschilista.

- Non rompere la storia che la donna non è un oggetto e che bisogna rispettare tutti… ho già la nostra cara Cindy che mi scassa le palle ogni volta con questa storia.

- Forse ha ragione? Ci hai pensato? – chiede Paolo

- Come no! Se continuo ad aprirmi a queste tolleranze dovrei rispettare anche Gustavo che ascolta i Coldplay e lì allora mi troverei veramente nella merda.

- A che ora abbiamo l'appuntamento?

- Alle nove.

-Allora andiamo - dice Paolo spegnendo lo stereo.

- Che macchina prendiamo? – chiede Jaco chiudendo la porta di casa.

- Prendiamo la mia. L'ho comprata tre mesi fa e non ho avuto ancora occasione di utilizzarla.

Mentre stanno per uscire dal cancelletto vedono Cindy.

- Ciao bella come va? Pronta a vivere la notte? – chiede Jaco

- Goditela tu, la notte. Domani devo alzarmi alle 6.30 e sono stanca morta.

- Sai com'è, oggi a te domani di nuovo a te.

- Paolo, l'hai già mandato o ce lo mando io?

- Lascia stare Cindy non c'è speranza. Buona notte a te.

- Ciao.

Paolo apre il garage ed esce con la BMW cabrio nera praticamente illibata. Jaco sale.

- Dov'è che dobbiamo andare a prenderle? – chiede Paolo

- Un poco fuori città dalle parti del quartiere di Blackwood.

- Magari un poco più di precisione sarebbe gradita.

- Allora prendi per via Garibaldi poi arrivati in Johnson Place prendiamo Corso XX Settembre e in fondo imbocchiamo Dickens road…mmmmhh…. poi c'è la sopraelevata e poi… poi… poi là ti dico.

- Mi fido poco comunque vuoi sentire i R.E.M. o gli Strokes?

- Cos'hai dei R.E.M.?

- “Green”

- Allora vada per i R.E.M.

Partono in contemporanea alle prime note di “Pop Song ‘89”

Mezz'ora dopo.

- Sopraelevata un cazzo, ma porcamiseria sai dove ci troviamo almeno.? – chiede Paolo

- Non scassare. Capirai ho sbagliato a dirti Dickens road invece di corso Giacomo Leopardi.

- E ci troviamo in campagna insieme alle vacche. Per tornare indietro ci vorranno trenta minuti.

- E capirai che tragedia! Hai mai visto una ragazza che è puntuale?

- Sta zitto per favore. Zitto, muto, non una parola se no mi dimentico che sei mio amico e ti lascio insieme alle vacche.

Jaco sta muto.

- E ancora una cosa…

Jaco sta muto.

- Vaffanculo!

Si arriva a destinazione. Le due ragazze stanno aspettando appoggiate ad una panchina. Janis in Jeans, Linda in mini non troppo mini.

- Ci scusiamo per il ritardo ma abbiamo beccato un talebano che minacciava una vecchietta con un coltello a serramanico e abbiamo dovuto sistemare la situazione.- esordisce Jaco scendendo dalla macchina.

- E scommetto che ne siete usciti come eroi? – dice Janis con tono ironico.

- Mah con tutto quel sangue non me la sento di sentirmi chiamare eroe. – dice Jaco scuotendo la testa.

- Povero talebano, mi fa una pena. – risponde Linda.

- Per la verità abbiamo bloccato la vecchietta così lui l'ha squartata alla svelta – finisce Jaco abbassando il sedile per far salire le ragazze.

- Non è sempre così a volte è peggio – dice Paolo alle due ragazze mentre salgono in macchina.

Jaco abbassa il sedile. Non sale in macchina e fissa Paolo. Tutti stanno in silenzio.

Paolo dice: - Jaco se stai aspettando un applauso per la tua stronzata mi sa che ti daremo una delusione.

Jaco fissa Paolo: - Dai!!! - dice

- Te lo puoi scordare.

- E dai!!!

- Neanche per il cazzo!

- Paolo se guidi tu ci arriviamo in tre ore, sono sette miglia fai guidare me e ci siamo in 5 minuti.

- No!!!!!

- Dai ho fame, stamattina ho saltato la colazione...

- Dovevi alzarti prima!

- …a pranzo ho appena assaggiato un panino…

- Non dovevi metterti a giocare alla playstation e venire alla tavola calda con me!

- …e oggi non ho neppure fatto la merenda.

- Non la fai mai!

Jaco tace. Paolo pure. Le due ragazze divertite dalla situazione non fiatano.

- Va bene ma se provi solo ad azzardarti a fare una cazzata ti fermi e riprendo io la guida. Ho una relazione affettiva con quest'auto.

- Ma se la possiedi da appena tre mesi.

- Si vede che sono una persona più sensibile di te – dice Paolo lasciando il posto a Jaco.

Jaco si accomoda alla guida.

- Dov'è che andiamo a mangiare? – chiede Linda.

- All'American Graffiti – rispondono Jaco e Paolo all'unisono manco stessero cantando un jingle pubblicitario.

Jaco fa partire l'autovettura con un balzo in avanti. “All along the watchtower” suonata da Hendrix urla dalle casse. Jaco è tranquillo. Paolo molto meno.

Dopo due minuti Janis sente il succo di frutto bevuto prima di uscire rinvenirgli.

- Scusa Jaco non mi sento molto bene ti puoi fermare? – chiede Linda

- Che hai Linda? – chiede Janis con aria preoccupata

- Niente è solo che due curve fa il succo di frutta che ho bevuto prima di uscire ha cominciato a fare a pugni con lo stomaco.

- Jaco fermati! – dice Paolo

- Ma dai. Siamo quasi arrivati Janis, tieni duro. – urla Jaco continuando a guidare.

- Non credo di farcela.

- Jaco cazzo fermati quella deve vomitare. Porcatroia fermati subito.

- Non esiste fratello siamo quasi arrivati. E poi che vuoi che sia? Alla peggio uno strofinaccio con un po' d'acqua.

- Mi sa che tra pochi secondi vomito

- Jaco quella mi vomita in macchina… oh cazzo… o ti fermi o mi riprendo il poster ti Eddie Vedder che ti ho regalato l'anno scorso.

Jaco pianta un'inchiodata che fa fumare le gomme. Janis salta fuori dalla macchina senza aspettare che qualcuno le apra la portiera. Corre vicino ad un cespuglio dove quello che era un succo di frutta viene depositato sull'erba.

- Come va? – chiede Paolo. Sta fumando una sigaretta. E' un poco nervoso.

- Meglio. Solo un minuto e mi riprendo completamente – risponde Linda ancora chinata.

- Ho una bottiglietta d'acqua in macchina. Vado a prenderla così puoi sciacquarti la bocca

- Grazie.

Mentre Paolo è impegnato nell'accudire Linda Jaco e Janis stanno conversando seduti in macchina.

- Mi piace sentire un motore che ruggisce è affascinante.- dice Janis

- A parte chi non lo regge io sono dell'idea che una macchina la si deve un po'… come dire… violentare – esclama Jaco rivolto verso Janis.

- Peccato che a volte le persone che la guidino non siano altrettanto affascinanti.

- Cioè??? – chiede Jaco

- Tempo fa avevo un fidanzato che aveva una Ferrari ma era un tale stronzo, usava la macchina e me per pavonneggiarsi con i suoi amici. La macchina era uno schianto ma ti dico…

- Questione di classe. E' la regola assai rara del valore aggiunto e delle giuste combinazioni.

- Cioè?

- La regola rara del valore aggiunto è quando un tipo e una macchina collimano, ovvero tu sei un figo e con quell'auto sei ancora più figo. Le giuste combinazioni sono per esempio… hmmm… che so io con una Ferrari non ci starei bene ma con una Mustang faccio faville.

- Ah!!! E che macchina possiedi? – chiede Janis

- Una Mustang!

Risate.

- Linda si è ripresa. Ora se Dio ce la manda buona possiamo proseguire. – dice Paolo

- Perfetto si va a mangiare – dice Jaco mettendo le mani sul volante.

- Si va a mangiare con la mia guida. Forza Jaco va al posto del passeggero.

- Ma dai Paolo, non rompere le palle sono un paio di miglia

- E li faremo alla mia velocità e con la mia guida. Quindi o ti metti al posto passeggeri o te li fai a piedi.

Jaco fa un grugnito. Si sposta. Si accende una sigaretta.

Il resto del viaggio è tranquillo.

Arrivano al locale e parcheggiano l'auto sotto un lampione spento.

- Da fuori sembra proprio il locale di “Pulp Fiction” – dice Linda

- L'hanno costruito dopo l'uscita del film, credo proprio che l'abbiano copiato. Anche l'interno è praticamente identico tranne le cameriere che non sono vestite da star ma come quelle in “Happy days” – esclama Paolo.

- Ma hanno qualche sosia di qualche vecchia star che si aggira per il locale – dice Jaco

Entrano nel locale. Dalle casse è “All shock up” di Elvis the king che suona. I quattro hanno prenotato una cadillac del '62 come tavolo. Proprio come in “Pulp fiction”.

I quattro danno un'occhiata al menù.

- Vista la tua disavventura meglio che prendi qualcosa di leggero – fa Janis a Linda

- Ora sto proprio bene e stata una cosa momentanea. Comunque prendo un'insalata alla Marylin Monroe.

- Sembra buona – dice Janis – la prendo anche io.

Paolo e Jaco guardano i piatti di carne.

- Paolo questo piatto alla Buddy Holly non deve essere male

- Vediamo un po'. Misto di carne di vitello, peperoni, uova bollite, cipolle e spezie varie. Hmmm... Sì sembra buono. Anche il Richie Valens non sembra niente affatto malvagio in più c'è la carne di maiale.

- Dici sul serio. Cazzo è vero… prendo quello.

- I due tipi sono morti sullo stesso aereo. Che dici porterà sfiga?

- Lo sai che sono sempre i migliori che se ne vanno.

- Infatti a noi ci sono rimasti i Lunapop

- Ma non si sono sciolti? – chiede Linda.

- Si adesso divisi in cinque fanno più danni – risponde Jaco.

Arriva la cameriera. Sui quaranta. Volto simpatico. Bel sorriso. Sulla targhetta c'è il nome Francesca.

- Ciao ragazzi che ordinate? – chiede.

- Due insalate Marylin Monroe, due Richie Valens e birra a fiumi – dice Jaco tutto d'un fiato.

- E una bottiglia d'acqua naturale – aggiunge Janis

- La birra la volete chiara, scura, doppio malto…

- Direi una chiara doppio malto. Tutti d'accordo? – chiede Paolo.

Cenni d'assenso.

- Tra poco sono da voi con le ordinazioni. Di birra vi porto la caraffa da due litri?

- Certo Francesca e porta un bicchiere in più così ti fai una bevuta con noi. – dice Jaco.

- Ti ringrazio ma vista la gente non credo sia possibile. Al limite più tardi.

- Ci conto Francesca. Un bicchiere con me e verrò a trovarti nei tuoi sogni. I più belli.

La cameriera sorride e si allontana verso la cucina.

Discussione varie al tavolo. Musica. Cinema. Libri. Avventure varie.

Arriva il cibo. Ci si butta a capofitto. La birra va giù che è un piacere.

La conversazione è varia.

Alla fine della permanenza nel ristorante Paolo si alza per andare a pagare.

- Jaco senti hai… - dice Paolo dirigendosi verso la cassa ed accorgendosi che Jaco è sparito.

Paolo fa un lungo sospiro e va a pagare. Torna al tavolo a prendere le ragazze e si dirige con loro verso l'uscita.

- Ah Paolo ero andato in bagno – dice Jaco unendosi al gruppo.

- Sì, sì – risponde Paolo in modo severo.

- Che è hai già pagato? Ma cazzo dovevi aspettarmi amico? Che hai detto? Offri tu??? Ma grazie amico a buon rendere?

- Jaco… - dice Paolo in tono sempre severo.

- Sì, sì.. lo so: vaffanculo!

I quattro usciti dal locale si dirigono alla macchina.

- Paolo sai una cosa? – chiede Jaco

- Cosa Jaco? – risponde Paolo mentre con il braccio appoggiato sulle spalle di Linda, la fissa provando la sua espressione più sicura.

- Credo che la tua sia una macchina da pappone! – dice camminando.

- Jaco sei scemo o cosa? Non eri tu quello che me l'aveva consigliata? – chiede Paolo distogliendo lo sguardo dagli occhi di Linda.

- Nulla da fare ora è un'auto da pappone, visto che quello che te la fregata non può essere un tuo amico? – dice Jaco fermandosi

- Ma Jaco ti sei rincre… - Paolo si gira verso l'auto.

Paolo lascia le spalle di Linda e corre verso il palo della luce spento dove prima c'era la sua macchina.

- Porcadiunatroiaschifosa. Figliodiputtanachiunquetusia. Stronzocazzissimo… -comincia a bestemmiare Paolo praticamente urlando.

Janis e Linda sono sia stupite che scioccate.

Paolo comincia prendere a calci un bidone della spazzatura. Continuando ad imprecare urlando. Tira calci e urla parolacce mai udite prima d'ora da orecchio umano.

Jaco lo guarda immobile con le braccia incrociate al petto.

Paolo si calma. Si avvicina a Jaco.

- Ed ora cosa facciamo? – chiede Paolo

Jaco assume la sua posizione alla Clint Eastwood e dice: - Andiamo a riprenderla!

Janis e Linda cominciano a capire che la serata sta prendendo una piega un poco strana.

- Jaco. Come facciamo? Dove andiamo?

- Fidati!

- Senti andiamo dalla polizia subito e denunciamo subito il furto. Con un po' di fortuna…

- No Paolo la polizia lasciamola fuori per il momento! – continua Jaco sempre nella sua migliore posizione alla Clint Eastwood.

- E cioè…???

- Giù nella periferia c'è un locale dove troveremo delle risposte. Il posto è un bar con sala da bigliardo si chiama “Alligator”. E' lì che si va.

- E come?

- Prima dobbiamo passare da casa devo prendere una cosa.

- Cosa? - chiede Paolo

- Una sorta di angelo custode.

Paolo ormai calmo si rassegna alle stronzate che spara Jaco. Prende anche lui una posizione ancora più da duro e dice: - Cominciamo a chiamare un taxi!

- No ho un'idea migliore – dice Jaco

- E adesso che devi dire Jaco. Sii serio.

- Sono serissimo – risponde Jaco indicando Francesca la cameriera che li aveva serviti che era nel parcheggio mentre si dirigeva alla sua autovettura.

- Dici che ci darà un passaggio? Magari va da un'altra parte? – dice Paolo.

- Basta chiederlo… - dice Jaco dirigendosi verso Francesca.

Paolo si gira verso le ragazze e fa spallucce mentre si avvicina a loro.

- Che dici lo manda a fare in… o chiama la polizia? – chiede Janis.

- Ormai non so più cosa pensare di quel ragazzo è così fuori di testa… - dice Paolo scrollando la testa.

- Però è anche proprio carino! – dice Janis.

Paolo sospira e si gira verso Jaco che li sta chiamando con il braccio.

- Ragazzi venite. Francesca ci accompagna fino a casa.

Francesca lascia i quattro ragazzi sotto casa. Saluta e se ne va a casa sua.

- Scusa Jaco ma che gli hai detto per convincerla? – chiede Linda.

- Niente, si ricordava di noi e della mia simpatia e le ho spiegato la situazione.

- Allora che facciamo ora? – chiede Paolo un po' spazientito.

- Prima di tutto voi ragazze ve la sentite di venire con noi? Via avverto che ne avremo per un ora forse due.

- Sì – risponde subito Janis.

Linda la guarda con gli occhi sbarrati.

- Linda dai vieni anche tu. Sarà divertente. – le dice Janis.

- Ma sei scema?

- Linda?!?

-… Va bene… vengo anche io.

- O.k. aspettate qua. Tu Paolo vieni con me.

- Dove?

- Andiamo un attimo in casa. Janis tieni le chiavi della mia macchina il garage è questo e non fare danni.

- Non ti fidi?

Jaco la fissa. – Mi fido! – dice.

Paolo e Jaco sono in casa. Jaco è nella sua stanza e Paolo lo aspetta in cucina. Paolo sente un gran casino.

- Jaco che hai? Bisogno di aiuto?

- No no adesso arrivo.

Jaco esce dalla stanza.

- Che cercavi? – chiede Paolo

- Questa! – risponde Jaco mostrando un 38 special a canna lunga.

Paolo impallidisce.

- Jaco ma sei idiota? Che cazzo ci fai con quella.

- Paolo chiariamo alcune cose. La rivuoi la tua macchina.

- Sì, ma…

- Nessun ma, la rivuoi sì o no???

- Sì la rivoglio.

- E allora ti spiego che stasera vedremo un personaggio un po' strano. Lui è a posto ma i luoghi che frequenta non lo sono altrettanto, quindi l'angelo è solo una precauzione.

- Una domanda?

- Dimmi?

- Il porto d'armi ce l'hai?

- Certo.

- E quando lo hai preso?

- La domanda era una, ora si fa tardi andiamo. – dice Jaco dirigendosi verso a porta.

Janis ha preparato la macchina con il motore già caldo.

- Brava Janis, ottimo lavoro, ora partiamo – dice Jaco salendo in macchina.

- Jaco spero che tu sia sicuro di quello che stai facendo.

- Non lo sono molto ora. Lo sarò tra un paio d'ore quando avrai la macchina sotto il culo.

Jaco parte sgommando.

Sono quasi le quattro e Jaco parcheggia dal lato della strada opposto all'entrata dell' “Alligator”.

- Voi ragazze è meglio che stiate in macchina. Tu Paolo vieni con me. – dice Jaco scendendo dall'auto.

I due attraversano la strada.

- Posso sapere chi cerchiamo?

- Pietro l'incendiario!

- E chi cazzo è?

- Un tipo a posto, un poco strano. Lo chiamano l'incendiario perché gli capita sempre di addormentarsi con la sigaretta accesa e così ha già bruciato due case. Da non crederci. Senza parlare di tutti i piccoli incendi che sono capitati quando la casa non brucia del tutto. Comunque c'è pure rimasto visto che ha l'intero braccio sinistro e parte del collo segnate da ustioni.

- Sì decisamente è un tipo a posto! – dice Paolo entrando nel bar.

Entrata del bar. Bancone sulla destra e tavolini sulla sinistra di fronte una grande sala con una marea di bigliardi. C'è ancora un discreto numero di persone.

- Abbiamo fatto bene a lasciare le ragazze in auto. Linda con la gonna avrebbe attirato l'attenzione di tutti.

- Sì, andiamo al banco e offrimi una birra intanto guardo se vedo Pietro.

- Pietro l'incendiario.

- Non chiamarlo in quel modo se no rischi che ti spegne la sigaretta in un occhio.

- Ah scusa dimenticavo che è un tipo a posto.

I due si avvicinano al bancone. Ordinano due birre. Alcuni tipi seduti ad un tavolo li guardano male ma nessuno fa alcuna mossa preoccupante.

Jaco prende la birra e si appoggia con la schiena al bancone.

- Lo vedi? – chiede Paolo bevendo una lunga sorsata.

- Aspetta… sì eccolo là in fondo! Aspettami qua. Io vado e torno.

- Speriamo…

Jaco si dirige verso il fondo della sala. Paolo lo segue con lo sguardo. Appena l'incendiario lo vede smette di giocare e lo abbraccia. I due sembrano conoscersi da tempo. Jaco comincia a spiegargli la situazione. Indica Paolo che fa un cenno di saluto con la mano. Mentre parla Jaco gesticola. L'incendiario presta attenzione e fa cenni di assenso con la testa. Ad un certo punto si avvicinano ad un telefono a gettoni. L'incendiario prende la cornetta e fa un numero.

- Tu da dove vieni? – chiede una voce roca da dietro le spalle di Paolo.

Paolo si gira. Il tipo che ha fatto la domanda è basso, calvo, tarchiato e con numerose cicatrici sulla faccia. Porta una t-shirt sporca di sudore e macchie varie su cui c'è scritto “I love Ronald Reagan”.

- Non sono di queste parti. – risponde Paolo.

- A me quelli che non sono di queste parti mi stanno sulle palle.

- Allora amico hai dei problemi visto che sulla terra siamo circa sei miliardi di persone ed è un po' difficile stare tutti insieme “da queste parti”.

- Ma come cazzo parli? E poi io non sono tuo amico! – dice il tipo cercando di tirargli una sberla.

Paolo non con grande fatica gli restituisce il favore e tiene a bada il tipo con una mano. Capisce che le cicatrici sono numerose perché oltre ad essere un idiota il tipo non è capace neppure di picchiare. Il barista e gli altri tipi della sala non prestano molta attenzione alla scena.

Ritorna Jaco e fa cenno a Paolo di andare. Paolo molla una testata sul volto del tipo che cade a terra ululando di dolore con il sangue che sgorga dal naso.

- Erano anni che non ti vedevo fare a botte. – dice Jaco mentre escono dal locale.

- La serata era predisposta per una bella scazzottata!!! Ora dove andiamo?

I due salgono in macchina. Paolo è rinvigorito dalla scazzottata e si sente su di giri.

- Allora, la situazione è questa – comincia Jaco – dalle informazioni del mio amico al 90% la tua macchina è in un magazzino vicino al cinema Odeon.

- Quello ormai chiuso da anni?

- Esatto! A fianco del cinema c'è un vicolo in fondo al vicolo c'è una porta di quelle con la finestrella. Dentro c'è un grande magazzino dove alcuni simpatici signori tengono le auto “gentilmente prese in prestito” nella notte.

- E quindi? – chiede Linda.

- E quindi andiamo là e ce la riprendiamo! – risponde Paolo

- E bravo Paolo così mi piaci! – dice Jaco di fronte alle due ragazze un po' spaventate ma decise ormai a vedere come va a finire.

Dopo venti minuti sono davanti all'Odeon. Jaco e Paolo hanno già individuato il vicolo.

- Ragazze mi spiace essere così scortese ma anche questa volta mi sentirei più a posto con la mia coscienza se rimanete in macchina – dice Jaco.

- Non c'è problema - risponde prontamente Linda.

Janis sembra un poco delusa ma no dice niente.

Jaco e Paolo si dirigono in fondo al vicolo. Da una finestra poco sopra la porta si vedono delle luci accese.

- Busso? – chiede Jaco

- Bussa – risponde Paolo.

Jaco batte forte la mano tre volte.

Silenzio.

- Proprio “Knocking on heaven' s door” di Dylan eh? – dice Jaco

Si sentono dei passi.

- Jaco sai che il mio amore per Dylan è immenso ma questa volta mi sa che è la versione dei Guns and roses.

Si apre la finestrella. Si vedono gli occhi di un tipo.

- Chi minchia è che rompe i coglioni? – chiede con un accento tipicamente siciliano.

- Mi manda l'incendiario – risponde Jaco

- Lui non vuole essere chiamato così – dice il tipo dall'altra parte della porta.

- Ma lui in questo momento non c'è.

Ancora uno sguardo. La porta si apre.

Il tipo è un omone enorme con lo sguardo severo, gli occhi neri e due capelli in testa.

- Chi minchia siete? E soprattutto che minchia volete?

- Posso sapere con chi parlo? – chiede Jaco.

- Senti cazzone io non ho tempo da perdere quindi…

- Se mi dice il suo nome sarà più facile per me comunicare con lei.

- Ma come minchia parli?… Io sono il cinghiale. E adesso dimmi chi minchia siete e soprattutto che minchia volete?

- Siamo amici e cerchiamo della merce – risponde Jaco.

- Che tipo di merce?

- Su quattroruote.

- Entrate – dice il cinghiale senza toglierci gli occhi di dosso.

Paolo e Jaco entrano. Il magazzino è molto più grande di quanto sembri da fuori. Ci sono parecchie autovetture allineate. La BMW è l'ultima della fila.

- Che tipo di macchina vi interessa? – chiede il cinghiale

- Quella! – risponde Paolo indicando la BMW

- Quale? Quella in fondo?

- Esatto

- Quella è l'ultimo arrivo. Merce fresca. Se pagate subito e soprattutto in contanti posso farvi un buon prezzo.

- Noi non intendiamo pagare. Ce la prendiamo e basta.

- Che minchia dici pezzo di merda?

- Hai sentito benissimo.

Il cinghiale schiocca le dita. Da dietro le autovetture escono cinque tizi ben messi fisicamente.

- Puoi ripetere minchione?

- Senti cinghiale quella autovettura è mia! Fino a stasera il mio culo era appoggiato sul suo sedile. Me l'hai presa. Ora me la ridai nessuno porterà rancore a nessuno e amici come prima!

- E se ti dicessi che non me ne frega una minchia di quello che hai detto?

- Credo che ci sarebbe da discutere! – interviene Jaco.

Il cinghiale fa un cenno con la testa ad uno dei suoi ragazzi. Questo apre la porta da cui sono entrati. Dal vicolo entrano due tipi che tengono altrettanti coltelli puntati alla gola di Janis e Linda.

- E ora? Minchione – dice il cinghiale in modo sbruffone.

Jaco in velocità tira fuori l' “angelo” e lo punta alla tempia del cinghiale. I ragazzi del cinghiale tirano fuori l'artiglieria.

- Dico che la situazione è precipitata anche per te.

- Ma che minchia credi di fare? Forse non sai a chi stai puntando la pistola. Minchione!

- Forse c'è la possibilità che non me ne freghi un cazzo. Minchione!

Il cinghiale è immobile. Tiene lo sguardo fisso a quello di Jaco. Il volto era già sudato prima e Jaco non capisce se ha paura o meno.

- Ti conviene abbassare il cannone. Forse ti farò un po' meno male.

Paolo è immobile, indeciso sul da farsi. Aspetta un segnale da Jaco per far partire un calcio in faccia a qualcuno.

- Ragioniamo cinghiale. Tu lasci andare le ragazze per cominciare e io abbasso la pistola.

- Qui nessuno uscirà con le proprie gambe.

Linda è sul punto di mancare. Janis è pietrificata dal terrore.

- Ti avverto cinghiale, sono un po' nervoso e se mi parte un colpo il tuo cervello andrà a colorare la Ferrari gialla alle tue spalle, il che non sarebbe un male giacché il giallo per una Ferrari è un colore di merda.

- Invece di te non rimarrà nulla.

Tutti rimangono immobili.

D'improvviso si apre una serranda alle spalle di Jaco e Paolo. Entra una limousine stile astronave spaziale del più cazzuto dei film di fantascienza. Si abbassa il finestrino. Esce una nuvola di fumo di sigaro. S'intravede la sagoma di un uomo robusto con i capelli brizzolati.

- ‘uaglio che stai a fa' con quella pistola in fronte? – il timbro della voce è siciliano.

Paolo e Jaco riconoscono la voce.

- Signor Jerry!!! – dice Paolo

- Ciao ‘uaglio. Ma che minchia succede? – chiede Mr. Jerry senza scendere dall'auto.

- Succede che sti due minchioni sono morti papà!

- Sti due ‘uaglio li conosco. Il mese scorso mi hanno trovato quel disco di Dean Martin che tu, scemo, avevi rotto.

- Ma papà???

- Sta zitto. Scemo. A ‘uaglio che minchia è successo.

- Signor Jerry la saluterei volentieri ma devo tenere questo signore, che se ho ben capito è suo figlio, a bada. – dice Jaco.

- O.k. adesso abbassate tutti le armi.

Tutti abbassano le armi. Jaco è l'ultimo che fa scomparire la 38 sotto la camicia. Il cinghiale guarda Jaco con odio.

- Sù allora che è successo?

- Papà sti minchioni…

- Non lo chiesto a te! Scemo!

- Signor Jerry – comincia Paolo – stasera mi hanno fregato la macchina e dopo una serie di eventi che non le sto a raccontare arriviamo qua, dove la mia macchina si trova. E' quella là in fondo, il BMW. Volevo indietro la macchina ma suo figlio non è proprio d'accordo e, come vede, ha preso in ostaggio anche le due fanciulle che erano in nostra compagnia.

- Sei proprio uno scemo. Meno male che tua madre non è in vita per vedere quanto fai schifo.

- Ma papà…

- Sta zitto cinghiale e ti chiamo così perché mi fa schifo chiamarti figlio; prendi la macchina di questo ‘uaglio mettigli il pieno di benzina e restituiscila.

Il cinghiale sta zitto e con la testa bassa si dirige verso una tanica.

- Signor Jerry mi spiace aver puntato la pistola alla fronte di suo figlio… - comincia Jaco.

- Non ti preoccupare quello è così scemo. Una volta avevo anche un altro figlio. Il primogenito, ragazzo fantastico ma me l'hanno ammazzato e mi è rimasto il fratello scemo.

- Mi spiace signor Jerry. In ogni modo se possiamo esserle d'aiuto.

- Ah ‘uaglio è arrivato quel cofanetto di Sinatra che sto aspettando.

- Certo signor Jerry. Le ho trovato l'edizione limitata con un cd in più che contiene anche il live del concerto di New York.

- Mi piace avere a che fare con ‘uaglio svegli come voi. Chiedi una cosa e questi provvedono! Mando lunedì Alfred palla di bigliardo a prenderlo e fatemi lo sconto.

- Nessun problema Signor Jerry glielo regaliamo.

- Grazie ‘uaglio. Ah per il cattivo comportamento di quello scemo di mio figlio alle vostre signore tenete questa bottiglia. – dice il signor Jerry passando a Jaco dal finestrino un bottiglia di Cristal ghiacciata.

- Grazie signor Jerry. Non so che dire – dice Jaco

- Non ti preoccupare ‘uaglio e della mia riserva personale. Passate una buona serata.

- Certo che con voi le serate non sono noiose! – dice Janis quando ormai sono i macchina fuori dal magazzino.

- Che ci vuoi fare è la nostra vita. – escalma Jaco.

- Ma voi conoscete quella gente? – chiede Janis

- Chi il signor Jerry? – chiede Paolo

- Sì

- Scherzi è uno dei nostri migliori clienti. Non ero a conoscenza dei suoi affari ma è un tipo distinto come hai potuto vedere. Paga sempre e non si lamenta mai. Anche perché non gli abbiamo mai dato l'occasione di farlo.

- Dove andiamo a bere il Cristal? – chiede Jaco

- Un po' tardi non trovi? – dice Janis

- E dai! Adesso ci possiamo rilassare. Andiamo alla chiesa sulla collina. Si vede l'alba che è uno spettacolo. Va bene?

Cenni di assenso.

- Perfetto. Janis vieni in macchina con me così mi fai compagnia.

- O.k. ci vediamo alla chiesa – dice Janis scendendo dalla BMW.

Ormai è giorno. Paolo e Jaco hanno parcheggiato le macchine in garage.

- Che dici andiamo da Cindy a fare colazione? – chiede Paolo

- Hmmm… ma…non saprei

- Offro io!

- Andiamo!!!

I due si incamminano.

-Chissà perché finisce sempre che pago io – chiede Paolo mentre si incamminano verso la torrefazione.

- Non ti lamentare alla chiesa sei scomparso con la bottiglia di Cristal praticamente piena. Io l'ho appena assaggiato. Era buono?

- Veramente non lo so di preciso

- Cioè?

- La maggior parte è finito sul corpo di Linda.

- Hmmm… sapore di champagne mischiato all'odore di una femmina. Non male come connubio!

- Effettivamente. Senti Jaco c'è una cosa che volevo chiederti?

- Spara!

- Come fai a conoscere l'Alligator, l'incendiario e come mai hai una pistola.

- Avevo una vita prima di conoscerti.

- Jaco ci conosciamo da quando avevamo cinque anni.

- Appunto! Avevo una vita prima di conoscerti.

La giornata è luminosa, il sole scalda e i due camminano lenti dirigendosi verso la torrefazione.