Herschell Gordon Lewis di Michele Tosolini

Herschell Gordon Lewis ( Pittsburg 15.06.1926) è uno dei registi che più hanno fatto leva sull'indicibile attrazione umana per il lato oscuro, per l'intollerabile visione del sangue e per l'esposizione della violenza. Sebbene in molte occasioni il regista abbia cercato di esporre le motivazioni filosofiche della sua poetica, tutte le sue scelte artistiche sono motivate dalla volontà di facili e veloci guadagni.

La produzione filmica di H.G. Lewis può essere divisa in due grandi categorie: il nudie-cutie e il gore , di cui è il padre cinematografico. I suoi primi film, girati con il socio David F. Friedman tra il 1960 e il 1963, sfruttano la nudità femminile come tematica cardine attorno alla quale costruire una storia. Nascono così Living Venus e The Adventures of Lucky Pierre , rispettivamente del 1960 e del 1961, Daughter of the Sun e Nature's Playmates , entrambi del 1962. Nel 1963, dopo Boin-n-g , e ancora impegnati sul set di Bell, Bare and Beautiful , Lewis e Friedman portano al successo una pellicola in cui, alle nudità femminili, hanno preferito l'esposizione di una violenza raccapricciante, sanguinosa e viscerale. Blood Feast (1963) segna la nascita di un nuovo filone nel cinema horror di exploitation : il gore .

Accanto alla produzione di pellicole di violenza estrema e sanguinolenta, la filmografia del regista annovera pellicole in cui il sesso è ancora la tematica favorita. Tra queste ricordiamo Gordilocks of the Three Bares (1963), The Girl, the Body and the Pill (1967), The Ecstasies of Women (1969), e una serie di film di sexploitation ispirati alla mode del momento come il roughie , in Sin, Suffer and Repent (1965), oppure combinando il sesso alla fantascienza, come in How to Make a Doll (1968), o ancora sesso e cowgirls nel lesbo-western Linda and Abilene (1969).

Dopo il successo di Blood Feast Lewis completa la cosiddetta “trilogia di sangue”, firmando Two Thousand Maniacs! (1964) e Color Me Blood Red (1965). Con queste pellicole Lewis si accredita I soprannomi di “Padrino del gore ”e di “Herscher Gore -Don Lewis”, segnando in maniera indelebile la storia del cinema.

Rotto il sodalizio con Friedman, Lewis attende due anni prima di tornare al filone del gore con The Gruesome Twosome , sperimentando nuovi filoni dell' exploitation , come i film per bambini, l'horror tradizionale (A Taste of Blood, 1967), prendendo addirittura le distanze dal “realismo sociale” del nudie e del gore nella controversa pellicola Something Weird (1967). Quest'ultimo film, tuttavia, mostra una nuova vena grottesca e divertita di Lewis che, passando attraverso The Gruesome Twosome, The Wizard of Gore (1970) e il biker movies parodistico She-Devils on Wheels (1968) pone fine alla violenza realistica inaugurata con Blood Feast .

The Gore Gore Girls (1972) mostra come la torsione sia giunta al culmine, dove passando dall'iperrealismo, si giunge a una grottesca messinscena dell'orrore, una vera e propria violenza parodistica dissimulata da una vena comica. Un silenzio cinematografico trentennale separa The Gore Gore Girls dal secondo capitolo di Blood Feast. Nel 2002, infatti, H.G. Lewis torna alla ribalta sui grandi schermi con Blood Feast 2, rivendicando nel cinema horror la paternità di idee ed esempi, divenuti ormai caratteristiche imprescindibili di questo genere cinematografico.

MICHELE TOSOLINI

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