Primo dispaccio
Aiut'! il caciorro mi si vuole mangiare il pipoche.
Ottima codesta gallina caipira.
Alla TV danno Banghi Banghi. Che strunzat'.
E pure il Bigghi Brode.
Ha sicuramente il corpo più ruspante che abbia mai visto.
La stai baciando appassionatamente quando improvvisamente una noce di cocco ti colpisce alla testa.
La facilità del sorpasso si scontra con l'evenienza di un camion gigantesco che sopraggiunge in senso inverso.
Si scapigliano gli italiani scoppiettanti al solo pensiero. Invece qui non si molla il gas nemmeno quando la macchina si infila fuori dalla corsia contromano spalla a spalla con un camion che sorpassa una autotreno mentre ci sei anche tu che urli nel motore. Pussa via pulce. E non molli. Peto denso di fagioli precede ammonitore il rumore dell'accendino nel dopopranzo.
Penso e ripeto che il di cui appresentazioni non necessitano, annunciandosi da solo in varie vesti, causi l'autentico scoppio di riso primordiale. Quando scoppierà in uno spruzzo di gas merdoso questo pianeta sarà ancora capace di farsi scappare una risatina, prima di scusarsi tempestivamente con gli astanti.
Eternit e polveri di travi tarlate nevicano dolcemente sopra di me. Il monaco della capriata deve essere sempre saldamente appoggiato sulla trave. Se non guai. Ipse dixit, Brasile docet.
Mi sono arrampicato su un quartiere in collina alla ricerca del mio uomo.
Il motore che mi ha portato qui ululava e procedeva in sorpassi stile centravanti del Brasile, finta, doppia finta, puntatacco, scarto ad angolo retto. Dribblato enormi radiatori di camion che sopraggiungevano da tutti i lati, ma soprattutto di fronte, in difesa della porta di entrata alla casa del mio uomo.
L'uomo chiamasi costruttore di alambicchi.
Mi accoglie fraternamente, discute con passione dei differenti tipi di modifiche, i particolari, la lega per le saldature, la modernizzazione delle fabbriche di cachaça, l'esperienza accumulata in tre generazioni… esamina il mio progetto per una colonna di rettificazione rammaricandosi per la limitazione nel diametro del collettore imposta dall'alambicco. Concordo con lui.
Il pezzo sarà pronto già domani. Me lo spedisce risparmiandomi le sei ore di pullman.
Ebbene prodigio.
Che popò di prodigio.
Per bacco. Ne sopraggiunge uno uguale che si mette a danzare ad un palmo dal pavimento.
Mi ritorna in mente il primo piano del buco di culo di Prixicell mentre deposita delicatamente sulla sabbia del deserto dell'Arizona la sua cacca alla nitro.
Per bacco. Mi riesce bene a dire per bacco lisciandomi i baffi.
Guido Uno Stief.
Mai avrei detto mi sarebbe ricapitato di guidare una Uno Stief.
Tira verso destra. (il culo di cui prima e di cui sotto la minigonna, invece, tirava dritto un palmo di naso)
Ha le ruote alla tela, il vetro rotto. Profuma di fungo.
L'indicatore della benzina è più ottimista del meccanico che la tiene in vita.
Per aprire le portiere serve un pollice metalmeccanico.
Io ho un pollice verde in una mano e un pollice operaio nell'altra. La maglietta puzza di carpentiere.
Non c'è romanticismo qui.
Attraversare il ponte sul rio Jequitinhonha di notte è tutto ciò che resta tutto ciò che manca e tutto ciò che hai.
Attraversalo di giorno, in bici, traballante di camion rimorchio veloci che si incastrano a misura tra i parapetti alti due spanne, avvolto dal rombo e dal vento che ti recapita nell'abisso di un fiume immenso profondo laggiù; fatti trasportare in un dolce abbraccio caffelatte zuccherato.
Posso sempre guardare il cielo. Non è lo stesso cielo di aria fresca e plastica dei villaggi etiopi: non c'è il Nostro Picco Amico, il Cocktail, il Pacco Regalo, l'Aspirapolvere, i satelliti intermittenti, ma il celeste Orione spenzola il suo batacchio sopra la mia tasta come è solito fare… e fa compagnia.
Vai! Metti un altro bullone sotto il sellino del trattore, se no poi samba.
E samba! Ingrana la marcia cattiva, ingolla gasolio bruto, aziona il pedale Ignoranza nascosto dietro al cambio e sradica il mondo.
Esprimo il mio cordoglio.
Gli insetti capottoni si capottano. Saranno grulli? In panciolle zampettano per un poco, poi si raddrizzano, decollano, sbattono contro la cosa più vicina e ricadono panzllaria.
All'inizio li aiutavo. Poi ho capito che gli piace così.
Un po' come il terzo mondo.
Arriva una macchina con 2000W.
secondo dispaccio Ecco come funziona.
Ecco, Domenico, i pomodori sono quasi maturi, vero? Che bello, gioia, che soddisfazione. Finalmente qualcosa funziona. Ora mi merito una passeggiata.
Ma mi viene un presentimento. Torno indietro in tempo per vedere Domenico che strappa le ultime piante di pomodoro al comando di un terzetto di operai.
Oh l'uva! Che bella l'uva... Andrebbe potata un po', una spuntatina ai tralci…
Ed eccolo, Domenico, che si fionda nella vigna a capo di due operai che in quattro e quattr'otto spellano completamente tutte le viti. Lasciano solo un ciuffetto di foglie in cima ad ogni ramo. Come la coda di un barboncino.
Ma per fortuna rimangono le pecore.
…'névvero, Domenico?
- Sicuro! Proprio stamattina le ho regalate. Tutte.
- ‘orpo… e gli attrezzi che ti avevo affidato, oh Domenico?
- Attrezzi? Li hanno rubati. Li avrà presi qualcuno che non ce li aveva.
Evidentemente.
- Buon Uomo! Scusi, Buon Uomo;
ha mica trovato degli attrezzi, per caso?
- No. Attrezzi niente.
Ma per due soldi le vendo una pecora che mi è stata appena regalata da un italiano scemo.
(Liberamente tratta dai “Racconti della Fazenda”)
Erano anni che non salivano sulla mia macchina delle ragazze così brutte.
Se non mi sbaglio, da quella volta che, con mr zX, si sono caricate delle autostoppiste minorenni di cui una somigliava abbastanza ad un amico mio.
…ma quella volta, a pensarci meglio, non era la mia macchina.
Mi portano ad una festa.
Orpo! C'è perfino lo scivolo amazzonico!
Quando una mi invita a ballare faccio una fuga alla Lupin. Il cartone animato, intendo: scappo alzando le ginocchia fino al mento.
È simpatica però culona.
Siccome è simpatica posso chiudere un occhio.
Così vedo una chiappa sola.
Mmmm...
La verità è che non ho amici, non incontro persone interessanti, e, in generale, non mi sto divertendo.
Poi bevo una dozzina di birre e mi innamoro momentaneamente di una che vedo da lontano e che chiamano “Penelope Charmosa”, oppure “Ameassa” (la minaccia).
Sta insieme a un`anitra che sembra una tutsi del Burundi.
Il che non è una brutta cosa.
Mi ha punto un animale strano sulla schiena.
Dev'essere velenoso.
Ne sono certo. Il veleno è ormai entrato in circolo.
Ok. Ora ho il diritto di sclavettare.
Mi ha punto un animale velenoso sulla schiena:
qual è il plurale di -porco dio-?
Anche se ho avuto una perdita di merda, son sempre io.
La negra. Dice che sembra. Lei pensa che, sai, non va.
Nessuno parlava di lei, aveva un gioiello bonito, ma io ho una stellina qui. Tutti i venerdì piace. L'altra è più buona. Dovrebbe ingrassare un po'. Lisca. Eccomi. Lisca, lisca. È un piatto tipico.
Gradisce?
Briga. Briga, briga. Caramba!
E poi voleva cinghiarmi..
Venti minutini?
In venti minutini vado nell'isola delle banane, pianto un bananeto, raccolgo un casco di banane e torno indietro scimmiato.
Venti minutini?
In venti minutini vado a Nimis, pianto un vigneto, raccolgo l'uva, faccio il vino e torno indietro scimmiato.
Poi se ne ragiona.
Bene. Qui ci sono cinque persone che giocano nervosamente con venti tappi a corona. Fanno cento rompimenti d`arachidi. Inciampo nei bagigi.
Le birre sono da sessantasei. Settantasette le gambe delle donne. Settantuno l'uomo di merda.
Tutti presenti.
Gioco a dama con il capo dei monelli della città.
Mi indica uno che passa.
Dice che è un ladrone.
Io gli rispondo che sto giocando a dama con il capo dei cornuti…
…Ecco…
Ora mi torna in mente quando il capo villaggio mi chiese in quale villaggio abitassi. Io risposi pronto “Nel villaggio scoreggia! Yeah.”.
Avrei voluto dire: “Nel villaggio di capo Scoraggia” Il capo così forte e duro che scoraggia le iene.
Stavolta, invece, avrei voluto dire: “Sto giocando a dama col capo dei ladroni” Il capo così grosso e cattivo che miete il pizzo ai pizzaioli.
Ops.
Mr. Dante Fontana.
Chi mi chiama? Chi mi chiama? Chi mi chiama?
Sono desiderato al banco.
All`ufficio, allo sportello, alla reception, al banco, al bancone del bar...
Sono desiderato pure nella vigna, in campo, alla pompa, al trattore...
Invece mi desiderano soltanto ciccione e puttanacce.
Un giorno ho provato a spargere un po` di becchime per le puttanacce e guardare l`effetto che fa.
Boh.
Alla fine mi sono pure girate le balle.
Devo assolutamente imparare ad avere a che fare con le puttanacce, se voglio essere felice in questo mondo.
Però mi dicono che sono figo… legal, bacano, um gato.
...anche voi siete una gattina, tesoro.
Arriva una bonita, mi avverte il tipo.
Il buon vecchio Dino,
andandosene,
mi insegnò quanto fosse meglio una donna bonita piuttosto che un uomo brutto.
E il buon Dio
ha regalato il petrolio agli arabi.
Vatti a fidare.
terzo dispaccio
Bezerra. Il signor Bezerra.
Larghi baffi neri, magro, tendinuto, sguardo sveglio e profondo nella sua fossa.
Cappello e stivaletti neri come un'anima appena falciata.
Giacca e pantaloni di jeans, maglietta.
Bezerra: polizia federale, sezione catturandi, reparto bricconi recalcitranti.
Praticamente fa un lavoro di archivio per delle pratiche speciali.
Quando arriva al nostro tavolo gli faccio posto vicino a me; prende una sedia, ma subito ci ripensa e si siede dall'altro lato: mai dare le spalle alla strada.
Ogni trenta secondi circa fotografa l'ambiente attorno con il flash del suo sguardo radioattivo.
Penso che percepisca le chiavi che ho in tasca e la fibbia della cintura.
Proprio la settimana scorsa, racconta, mentre stava girando in macchina per Vittoria da Conquista, gli si affiancano due tipacci su una moto che gli sparacchiano sul montante del vetro. Non passa un secondo che il monello ed il suo compare si ritrovano distesi sull'asfalto, con le gambine ben tirate.
“Bisogna essere fortunati nel tuo mestiere” commenta Gauchão l'astromenico.
Bisogna essere fortunati e attenti.
Poi bisogna anche avere una pistola carica sul sedile, nascosta tra le gambe, e bisogna guardarsi parecchio intorno.
I bricconi recalcitranti sono i birboni più birbanti, ricercati suppergiù per tutto il Brasile.
La polizia federale li localizza, poi chiama gente come Bezerra per disinfettarli. Siano vivi o siano morti non importa molto: dipende un po' dal tipo di reato che li macchia e dalla loro disponibilità a farsi reclutare dalla galera.
Praticamente, se uno non ha fatto un macello grossissimo e si arrende subito, ha buone possibilità di entrare in prigione.
Bezerra è serio e scherzoso. Per ora ha cinque fori sparsi per il corpo e dimostra una decina di anni in più di quanti ne abbia.
Quando Gauchão inizia la comica mettendosi un fazzoletto di carta tra il labbro e il naso per imitare i baffoni, Bezerra e gli dice che è ottimo per fare da controfigura e prendersi le pallottole al posto suo; poi gli butta in testa il cappellaccio nero e gli si tuffa alle spalle come per cercare riparo dalle mitragliate.
Al Gauchão prende un po' male perché inizia subito a mimare una brutta morte con gran spargimento di budella, ma ormai Bezerra è nascosto proprio dietro la sua sedia, e spunta e rispunta da un lato e dall'altro dell'astromenico, con in mano una pistola fatta di dita, muove molto il collo, guarda lontano, prende la mira… ma non fa “bang bang”.
Bezerra non spara a vuoto.
quarto dispaccio
Guardo di qua e di la'.. cosa c'e'?
Topinhas.
In italia si usa il singolare; qui la gnocca e' plurale.
C'e' uma birra arancione con un sole disegnato sopra.
Un giorno pranzo com tre soldi e ceno com settanta; poi digiuno; poi cena, pranzo e colazione con dieci soldi. Prendo uma stanza con cento soldi in un albergo di lusso, poi mi trasferisco nella pensione da quattordici, poi in hotel da sessanta, cambio citta' e pago trenta.
Poi chiedo quanto costa vivere qui. Mi dicono che vivere qui non si puo'.
Cammino solo sul mare, un po' come dio, che sia della chiesa cattolica, della chiesa universale, della chiesa dell'assemblea di dio, della chiesa di Gesu', o quale altra puttanata si siano inventati, non importa. Tanto sul mare sono capaci di camminare un po' tutti; pure le puttanacce che non vanno bene perche' sono puttanacce, e queste non vanno bene perche' sono troppo giovani e quelle sono troppo ciccie, quell'altre sono troppo vecchie, quelle li' ci hanno l'aidiesse e quest'altre cascano male perche' ci ho uma commissione urgente da evaquare e proprio non cesso.
Scrivi il mio nome in un chicco di riso?
Perche' non lo scrivi sul mare, sulla luna? Perche' non lo scrivi su ogni foglia che spunta in primavera, perche' ogni goccia d'acqua che cade dal cielo non chiama il mio nome?
Boh.
Ho le gambe rosse come il naso di un tedesco cinquantenne akl self-service sul lungomare di Lignano. Mi sono ustionato gravemente addormentandomi sulla spiaggia la mattina presto e risvegliandomi a pranzo.
Oh, ragazzo, dammi uma noca, facci un buco bello grosso e infilaci tre cannucce, che ho sete.
Dove si butta una noce di cocco usata? Nel cestino non ci entra.
Non mi va mai bene niente. Sono umano, purtroppo. Ora che c'e' l' Axe-Moi traboccante di ogni tipo di divertimenti, voglio uno sgabello sgarrupato sotto uma capannuccia di piassaba. Ecco il momento esatto in cui solo la spuma delle onde e' illuminata dal sole che tramonta.
Infatti ci sono due tipi di mare: il mare del Brasile, di Rimini; ed il mare della Croazia, di Livorno.
Nel primo c'era un colpo di tosse, nel secondo un ballerino di tip tap, nel terzo l'atterraggio dei marziani.
E passa di qua Mel Gibson com la parrucca lunga ribelle, un pizzo da pulotto in pensione, l'andatura da boss, pantaloni a zampa, tacchi e sculettamento.
Stravaccato per terra accanto ai tavolini, ciabatte color fango ai piedi, i piedi che hanno un certo chilometraggio e la vernice opaca e scrostata da parcheggio all'aperto, una vita di parcheggio all'aperto.
Per un certo periodo, chiuso a Firenze in uma casa tremolante di periferia, ho avuto un aspetto simile, a parte il capello riccio e la faccia nera.
Gli stessi pantaloni di plastica blu stile pigiama marca kappa piu' pile lercio.
Abbrutito.
Perche' non prende i suoi amici Vetro Rotto, Birra Guasta, e Alpinista Morto, entra qui, ammazza tutti e prende i soldi, uma mamma, uma casa, uma macchina, un lavoro, uma maglietta per giocare nella selezione di Olli e Bengi, e uma playstation nel caso sia zoppo e non riesca a sambare; nel caso non sia capace di fare proprio nient'altro.
Certo che, a pensarci bene, lo zoppo samba piu' di tutti anche se non vuole. Ed e' un califfo nel night club di Trani.
Sua sorella piccina puo' guadagnare bene facendo la puttana e cosi' via.
Chissa' perche' non lo fa.
quinto dispaccio
E una birra da 60 all` altrui salute. Chi beve da se beve per tre. Mi faccio in quattro cercando di bere per dodici. Ma da lì vado poco lontano: ho un monte di Venere tutto in salita da scalare.
Un amico mi ha regalato un portafortuna: è una medaglietta di Santa Pia addolorata e particolarmente indicata per problemi urgenti che necessitano di esito felice come non mai amen.
In verità non porta fortuna affatto. Penso invece che funzioni come un amplificatore: amplifica le disgrazie così come le grazie, scusi, prego, tornerò. Amplifica le gialle e tutti gli altri colori.
Penso sia cosa buona vivere spruzzi di colore.
...mi amplificasse una bionda di quando in quando... una bella bionda che porta i capelli come le onde lel mare dove sta spillonata la mia nave.
Evviva la sincerità: diamo del riciclato a ciò che c`è di riciclato.
Certo che potevano anche sedersi qui con me prima che cameriere e cassiera mi portassero via tutto...
Guarda che quattrozampe! Un mio amico ne ha distrutta una uguale contro un albero.
E io vado in giro da solo cantando in coro la canzone di Sasuke tremendo e gelido guerriero del sol levante. L`arrangiamento è a cura del mio amico immaginario. Il mio amico immaginario ha una caratteristica essenziale: è calvo. Qui si dice “kareka”. Avete mai sentito di nessuno con un amico immaginario pelato?
A prima vista potrebbe sembrare strano, ma veramente un mucchio di gente ha un amico immaginario che si chiama “Dio”.
Quindi ritengo che avere un amico immaginario sia del tutto umano.
Heeeey Mister Sunshine
Like an holy crew you`re dancing on my picture book
Obbella! Tu vai a piedi, ma se vuoi ti porto il culo in braccio.
Nessuno si ricorda come fa il papa quando è finita la carta igenica?
Bene, bene. Andiamo alla ricerca di cibo.
Benedetto sia lo spiedino a prezzo modico che griglia al crocicchio dell`Affamato.
Il bus 4801 ha appena sgarrupato una macchinina.
Credo che quello che sto mangiando si chiami “Angù Bahiano”, sempre che non sia stato generato dalla terribile incomprensione tra me ed un avventore della bettola.
Nella porta di fronte sorride rugginosa offerta di sesso individuale con letto sexy in dotazione.
Letto sexy?
Infine preferisco ignorare l`aquila bicipite della vodka original Manhaus.
Poco dopo il mio arrivo mi si precipita incontro un monello con coltello psyco che strappa la mia camicia affettuosa e vuole i miei averi. Io che amo la psichedelia ci metto un finale da film francese.
Fin. |